Bias e investimenti, come abbiamo visto nel precedente articolo, rappresentano un binomio centrale e potenzialmente pericoloso, laddove non ci sia adeguata conoscenza e consapevolezza.

Possiamo, dunque, ben dire che nel mondo complesso e incerto della finanza, i bias cognitivi giocano un ruolo cruciale.

Questi bias, ovvero distorsioni nel processo decisionale, possono influenzare gli investitori portando a scelte irrazionali che possono compromettere il successo degli investimenti. Esplorare come questi influenzano le decisioni di investimento è essenziale per comprendere appieno i meccanismi che guidano i mercati finanziari.

 


Tipi di bias cognitivi negli investimenti:

Quando si parla di bias e investimenti, si parla anche necessariamente di finanza.
Le correlazioni sono molteplici e riservano aspetti e riflessioni importanti.
Vediamo i più comuni bias cognitivi.

Bias di ancoraggio:

Gli investitori si aggrappano alle prime informazioni ricevute e disponibili, e le usano come punto di riferimento per le decisioni future.

Esempio: un investitore potrebbe fissare un prezzo di acquisto o di vendita di un’azione, basato su un prezzo precedente, ignorando le informazioni attuali di mercato o gli sviluppi fondamentali dell’azienda.

 

Bias di familiarità:

Spinge gli investitori a fare scelte basate su schemi precedentemente esplorati e sperimentati. Ciò li porta ad investire in asset familiari e a trascurare quelli meno conosciuti, con conseguenti limitazioni  in termini di diversificazione.

Esempio: un investitore italiano potrebbe concentrarsi principalmente su azioni di società italiane, ignorando le opportunità di investimento in mercati esteri che potrebbero offrire migliori rendimenti e una maggiore diversificazione del portafoglio.

 

Bias della disponibilità:

Questo bias porta gli investitori a sovrastimare l’importanza di informazioni o eventi recenti e facilmente accessibili, ignorando informazioni storiche più rilevanti.

Esempio: dopo aver sentito notizie negative su un particolare settore, un investitore potrebbe evitare di investire in aziende del settore, anche se ci sono dati che dimostrano che alcune di queste aziende stanno ottenendo risultati finanziari positivi.

 

Bias di attribuzione:

Si verifica quando gli investitori attribuiscono significato a eventi casuali o irrilevanti, cercando di trovare schemi o correlazioni dove non ci sono.

Esempio: un investitore potrebbe notare un modello apparente nelle fluttuazioni del prezzo delle azioni di un’azienda e decidere di investire pesantemente, credendo erroneamente che il modello continuerà in futuro. Tuttavia, questo potrebbe essere semplicemente il risultato di casualità piuttosto che di una vera e propria tendenza.

 

Bias di conferma:

Gli investitori cercano informazioni che confermano le proprie convinzioni, ignorando o sottovalutando le prove contrarie. In questo modo, si riduce la capacità di adattarsi a nuove informazioni e condizioni di mercato.

Esempio: un investitore è convinto che un’azienda farmaceutica sarà un grande successo a lungo termine. Quando incontra notizie che supportano questa convinzione, come risultati positivi di uno studio clinico, tende a enfatizzare e dare maggiore peso a queste informazioni, ignorando le preoccupazioni sollevate da altri investitori o dati che indicano possibili rischi.

 

Bias di proiezione:

Gli investitori proiettano le proprie convinzioni, preferenze e aspettative sulle prestazioni future di un investimento, invece di valutarlo in base ai suoi meriti intrinseci.

Esempio: un investitore potrebbe essere convinto che un’azienda del settore tecnologico avrà successo perché personalmente utilizza e apprezza i loro prodotti. Questo potrebbe portarlo a sovrastimare le prospettive di crescita dell’azienda senza considerare altri fattori fondamentali.

 

Effetto Dunning-Kruger:

Gli investitori sopravvalutano le proprie competenze e conoscenze nel campo degli investimenti, e prendono decisioni basate su una percezione distorta della propria capacità di valutare e gestire i rischi.

 

Avversione alla perdita:

Gli investitori tendono a dare maggiore peso alla paura di perdere denaro rispetto alla gioia di guadagnarne. Questo li spinge a prendere decisioni eccessivamente conservative anche quando potrebbe non essere appropriato.

 


Origini e implicazioni dei bias cognitivi negli investimenti:

I bias cognitivi derivano da caratteristiche intrinseche del cervello umano, tra cui la tendenza a cercare schemi, l’avversione del rischio e la paura delle perdite. Questi bias possono portare gli investitori a prendere decisioni irrazionali che comportano rischi non necessari o opportunità perdute.

Le implicazioni dei bias cognitivi negli investimenti possono essere significative, influenzando il rendimento del portafoglio e aumentando il rischio di perdite finanziarie. Gli investitori che non sono consapevoli dei loro bias possono essere vulnerabili a decisioni irrazionali che compromettono i loro obiettivi finanziari di lungo termine.

 


Gestione dei bias cognitivi negli investimenti:

Per mitigare gli effetti dei bias cognitivi, gli investitori possono adottare diverse strategie.
Prima di tutto, è essenziale essere consapevoli dell’esistenza di questi bias. Gli investitori dovrebbero essere in grado di identificare quando stanno cadendo vittima di un bias e cercare di correggere il loro pensiero di conseguenza. Inoltre, la diversificazione del portafoglio è cruciale. Investire in una varietà di asset può ridurre il rischio associato a decisioni di investimento irrazionali, proteggendo gli investitori da perdite eccessive legate a singoli investimenti. È altrettanto importante impegnarsi attivamente nel pensiero critico, valutando in modo obiettivo le informazioni finanziarie.
Infine, affidarsi a un consulente finanziario competente può offrire una prospettiva obiettiva sulle decisioni di investimento, adottando strategie più informate e razionali.

 


Come trarne vantaggio:

I bias cognitivi rappresentano una sfida significativa per gli investitori. Minano la razionalità delle loro decisioni finanziarie e aumentano il rischio di perdite. Tuttavia, attraverso la consapevolezza, il pensiero critico e una gestione oculata del portafoglio, gli investitori possono mitigare gli effetti dei bias cognitivi e prendere decisioni più informate e razionali. Solo attraverso un approccio ponderato e consapevole, gli investitori possono raggiungere i loro obiettivi finanziari a lungo termine.

 


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