Il recente consolidamento dei fringe benefit statali apre una strada da percorrere per gli imprenditori lungimiranti, pronti a investire nel benessere dei propri dipendenti.


Cosa prevede il Fringe Benefit per il 2024?

Questa iniziativa, disposta dallo Stato con la conversione in legge del D.L. n.48/2023, offre un vantaggio notevole sia per le aziende che per i dipendenti.

Oltre agli incentivi confermati – 1.000 euro per chi non ha figli, 2.000 per chi ne ha – c’è di più:

  • Rimborsi sul mutuo e sull’affitto;
  • Buoni spesa e benzina.

Queste novità rendono ancora più interessanti le opportunità offerte dal welfare aziendale.


Ma il Welfare Aziendale in cosa differisce dal Fringe Benefit?

Il welfare aziendale è un concetto ampio che si può riassumere in un progetto strategico ben strutturato in grado di adattare l’offerta dei servizi alle reali esigenze dei dipendenti.
Se vuoi fare un ripasso veloce sul welfare, qui trovi un articolo interessante.

In Farwel abbiamo analizzato attraverso il report di Bollettino Adapt i Contratti Collettivi Nazionali e la grande notizia è questa: in pochi anni, precisamente dal 2017, i CCNL che applicano welfare aziendale sono passati da 1 a 20!

La tendenza è chiara: il welfare è in ascesa a livello nazionale.

Il primo CCNL che ha introdotto il welfare nelle aziende è quello del settore metalmeccanico.

Oggi, nel 2024, il welfare è presente in 19 CCNL attivi, coinvolgendo quasi il 20% dei dipendenti e il 14% delle imprese coperte da CCNL di Cgil, Cisl e Uil.

Settori chiave come quello metalmeccanico, il comparto assicurativo, la ristorazione collettiva e il turismo sono tra i protagonisti di questo cambiamento e interessano quasi 2,9 milioni di persone, ovvero, il 20% dei lavoratori italiani.

 


Il Welfare Aziendale applicato dai CCNL e i suoi limiti.

Da una ricerca più approfondita è possibile verificare che le somme destinate al welfare aziendale, secondo quanto stabilito dai Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro, risultano generalmente contenute.

In quasi tutti i casi, il limite massimo non supera i 258,23 euro, soglia definita dalla normativa fiscale per i cosiddetti fringe benefit. Un’eccezione notevole è rappresentata dal CCNL delle assicurazioni di ANIA, il quale prevede, a seconda del livello contrattuale, un importo annuale compreso tra i 700 e i 1.000 euro.

Questo sottolinea come il settore assicurativo si distingua per l’ampia presenza di iniziative di welfare, con la quasi totalità delle organizzazioni che ha implementato misure e servizi a sostegno dei propri collaboratori.

La mancanza di quote significative di welfare nei contratti collettivi, invece, spinge molte aziende a limitarsi all’adozione di fringe benefit. Questi benefit vengono utilizzati principalmente attraverso buoni acquisto per la grande distribuzione, soprattutto online, e buoni carburante.

Questo approccio rischia di trasformare tali vantaggi in una forma di bilanciamento salariale, anziché offrire opportunità per accedere a servizi di natura sociale, assistenziale o di cura. Tale deriva potrebbe favorire una concezione errata del welfare aziendale, una sorta di ulteriore spinta al “consumo”, mentre si tratta di un’importante risorsa per la collettività e l’economia.

 


Quali vantaggi per il dipendente?

Il welfare aziendale rappresenta un miglioramento concreto del tenore di vita del lavoratore dipendente. Grazie a uno studio approfondito delle abitudini o delle difficoltà dei Tuoi dipendenti, il welfare che scegli di programmare ed erogare sarà in linea con le loro esigenze. Il dipendente avrà piena disponibilità della sua quota di credito welfare “esentasse” e potrà accedere alle agevolazioni che gli servono davvero (cure mediche, formazione, viaggi, baby sitter, assistenza domiciliare, solo per citarne alcune), generando più serenità e motivazione.

 


Programma ora il Welfare in azienda per il 2024.

Non fermarTi ai limiti dei fringe benefit! In vista delle prossime contrattazioni che puntano a introdurre e innalzare il welfare nelle aziende, scommetti sul welfare strutturato che va oltre i limiti delle quote di fringe benefit.

Rinnova la Tua prospettiva sul welfare aziendale e adotta una strategia più ampia.

Immagina un’offerta di benessere su misura, che supporta concretamente la genitorialità, la cura di familiari anziani o disabili, formule assicurative individuali, accesso a servizi sanitari, rimborsi sui viaggi, sulla scuola, sulla formazione.

Quando l’aiuto è concreto, anche la percezione del dipendente rispetto all’azienda è molto diversa dall’avere solamente rimborsi benzina o buoni spesa. Attraverso un programma di welfare realizzato sulle reali esigenze del personale della Tua azienda hai la possibilità di “far circolare” energia positiva, di fidelizzare i dipendenti, di dare loro il 100% del potere d’acquisto (a differenza dei premi che vengono tassati) e il Tuo bilancio potrà godere di vantaggi fiscali per abbattere l’utile. 

Affrontiamo insieme questa nuova era del benessere aziendale, abbracciando l’opportunità di trasformare il lavoro in un’esperienza soddisfacente per tutti.

 


Il Tuo Partner di fiducia:

Puoi iniziare già ora con un partner come Farwel che si occupa di progettare un welfare aziendale su misura, garantendo che sia in linea con la legislazione e che massimizzi i vantaggi fiscali disponibili.

Non permettere che il welfare sia solo un’opzione, ma rendilo il cuore pulsante della Tua azienda, guidando il cambiamento positivo per un futuro lavorativo più sano e appagante.


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