Negli ultimi mesi le imprese artigiane dei settori metalmeccanici artigiani e lapidei si sono trovate a gestire una novità contrattuale concreta: l’introduzione o il rafforzamento del welfare aziendale obbligatorio previsto dai CCNL di categoria.

Nel rinnovo del CCNL Metalmeccanici Industria 2025–2028 è stato confermato l’obbligo di mettere a disposizione dei lavoratori un importo annuo in strumenti di welfare, con scadenze precise di erogazione. Analoghe previsioni sono contenute nei rinnovi contrattuali del settore lapideo, e meccanico-artigiani (in Lombardia).

Per molte PMI il tema è esploso a ridosso delle scadenze del welfare metalmeccanici 2025, generando dubbi operativi: 

  • come erogare le somme?
  • quale piattaforma utilizzare?
  • come comunicarlo ai dipendenti?
  • quali servizi includere?

Spesso gli “obblighi” sono tali perché le aziende, soprattutto le PMI, faticano ad adeguarsi a un nuovo modello di azienda, sostenibile e attrattivo, anche per i mercati internazionali.

La sfida è capire come gestire le normative sulla gestione del welfare aziendale nelle PMI, in modo coerente con la strategia aziendale.

 


Un esempio numerico concreto:

Consideriamo un’azienda con:

  • 50.000 euro di utile
  • 10 dipendenti

Se l’utile viene interamente tassato, l’imposta può arrivare a circa 20.000 euro.

Se invece l’azienda decide di destinare 2.000 euro di welfare annuale per ciascun dipendente (20.000 euro complessivi), l’utile imponibile si riduce a 30.000 euro e la tassazione scende indicativamente a 12.000 euro.

Il risultato è semplice: l’azienda riduce il carico fiscale e i dipendenti ricevono un valore che, se correttamente strutturato come welfare, non viene tassato.

Non si tratta di “regalare” risorse, ma di scegliere come distribuirle in modo fiscalmente efficiente.
E non è così difficile come può sembrare.

Esempio concreto di come utilizzare il Welfare per abbattere utile


Come funziona operativamente una piattaforma welfare?

Molti imprenditori temono complessità operative.
In realtà la pianificazione è semplice e lineare.
Come funziona il welfare aziendale personalizzato che ti stiamo consigliando?

Il processo è questo:

  1. L’azienda definisce l’importo da destinare
  2. Viene attivata una piattaforma digitale
  3. Ogni dipendente riceve le credenziali di accesso
  4. Il lavoratore utilizza il credito scegliendo i servizi disponibili
  5. L’azienda riceve la rendicontazione e contabilizza la spesa

Il credito non può essere trasformato in contanti.
Può essere utilizzato per i servizi che vengono inseriti nel piano welfare.
Servizi di cui i “tuoi” dipendenti hanno bisogno. 

La parte tecnica è semplice.
La parte decisiva è la
progettazione.

 


Cosa significa welfare personalizzato:

Personalizzare non significa complicare.
Significa fare alcune valutazioni prima di attivare tutto:

  • Chi sono i miei dipendenti?
  • Quali esigenze hanno?
  • Qual è l’importo sostenibile in relazione agli utili?
  • Voglio fermarmi al minimo contrattuale o utilizzare lo strumento in modo più strategico?

Un welfare personalizzato evita che il credito resti inutilizzato o venga percepito come qualcosa di imposto e poco utile, o di un “contentino” una tantum per fare una spesa al supermercato.

È un progetto a lungo termine che avvicina l’imprenditore al lavoratore e semplifica la vita di entrambi: il lavoratore ha a disposizione biglietti aerei, assistenza agli anziani, cure mediche, aiuto compiti e tanti altri servizi pratici e preziosi.
L’imprenditore gode di
vantaggi fiscali, investe l’utile anziché devolverlo per quasi la metà in tasse, e la sua azienda diventa più forte e solida sul mercato.

 


Perché è rilevante per chi lavora in filiera:

Molte imprese metalmeccaniche e lapidee lavorano in filiere produttive, spesso come subfornitrici.

In questi contesti la stabilità del personale e l’organizzazione interna incidono sulla percezione di affidabilità.
Sempre più aziende committenti osservano elementi come il turnover del personale, le politiche di
employee retention, l’attenzione al benessere organizzativo e la coerenza con criteri ESG.

Un’azienda con una politica di welfare strutturata è percepita come più stabile e organizzata. Non è solo un tema sociale, ma anche competitivo.

 


Il valore territoriale:

Quando il welfare viene costruito coinvolgendo anche servizi e fornitori locali, le risorse restano nel territorio.

I dipendenti utilizzano il credito anche in realtà vicine (se lo desiderano), si attivano convenzioni, si rafforza il tessuto economico locale.

In sistemi produttivi fortemente interconnessi come il nostro, questo contribuisce a consolidare l’ambiente in cui anche l’impresa opera.

 


Il nodo più delicato: l’utilizzo reale.

Nelle aziende artigiane si presenta spesso però un problema concreto: molti lavoratori non conoscono bene lo strumento.
Può capitare che:

  • alcuni dipendenti abbiano poca dimestichezza digitale
  • ci siano lavoratori stranieri con difficoltà linguistiche
  • non sia chiaro quali spese siano effettivamente ammesse

Senza accompagnamento, il welfare, rischia di restare inutilizzato o gestito in modo superficiale.

 


Il ruolo di Farwel e di Ernesto De Petra:

Farwel opera con una forte conoscenza del tessuto imprenditoriale lombardo, proprio per affiancare le imprese in questo passaggio.

Con l’esperienza maturata da Ernesto De Petra nella progettazione di piani di welfare aziendale, l’approccio non si limita all’attivazione tecnica della piattaforma, ma prevede:

  • analisi preliminare della struttura aziendale
  • definizione della strategia in relazione agli utili
  • attivazione operativa dello strumento
  • formazione direttamente in azienda per i dipendenti
  • assistenza continuativa per dubbi e gestione

L’intervento avviene in presenza, per spiegare in modo chiaro e semplice come utilizzare il welfare, anche a chi non ha familiarità con questi strumenti.

L’obiettivo è che il welfare venga compreso e utilizzato correttamente, non solo formalmente attivato.

 


Il welfare non è la norma: è la strategia.

L’introduzione del welfare aziendale obbligatorio nei metalmeccanici e nei lapidei è un dato contrattuale.
La differenza sta nel modo in cui viene gestito.

Può restare un adempimento minimo, oppure diventare uno strumento che:

  • riduce il carico fiscale
  • aumenta il valore netto per i dipendenti
  • rafforza la stabilità dell’impresa
  • migliora la posizione dell’azienda nella filiera

La norma è uguale per tutti. La gestione, invece, dipende dalle tue scelte. 

Farwel è una realtà agile. Questo significa tempi rapidi, confronto diretto, presenza in azienda quando serve e accompagnamento concreto anche nella fase di formazione dei lavoratori. 

Attivazione tecnica, progettazione, spiegazione e assistenza continua.
Se stai gestendo il welfare come semplice obbligo contrattuale, è il momento di fermarti un attimo e rivedere l’impostazione.
Una consulenza tecnica oggi può incidere sulla fiscalità dei prossimi anni.

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